Il lupo e il cane

Liberamente tratta dalla favola di Jean de la Fontaine.


IL LUPO E IL CANEmela verde le fiabe azzurrine

Un giorno un lupo smagrito e spelacchiato si trovava a passare per una via deserta, quando si vide dinnanzi un magnifico cane. Il mastino era talmente grasso e rotondo, che il lupo dapprima pensò di sfidarlo a duello, per il gusto di provare la sua forza.
Guardando meglio però quel pelo lucente, le spalle larghe e le zampe grandi e possenti, cambiò idea, ritenendo fosse meglio non provocare il grosso cane.
Decise allora di rivolgersi a lui con educazione: “Buongiorno, amico cane. Che bell’aspetto avete, vedo che il cibo e le cure non vi mancano, da come siete grasso e pasciuto. E perché io che sono più forte sono ridotto all’osso e non ho forze?”.

E il cane, di rimando: “Buongiorno a voi, caro lupo. E chi vi impedisce di fare altrettanto? La vostra vita è misera e ramminga, sempre in giro per i boschi a fuggire e a cercare di racimolare con fatica del cibo scarso. Seguite piuttosto le mie orme, e vedrete se non imparerete a vivere bene per davvero! I doveri sono minimi: fare la guardia, stare a vedere chi viene e chi va, abbaiare ai ladri e alla luna. E la ricompensa invece è ottima, cibo della migliore qualità, anatre, capponi… Insomma: una vita da pascià in cambio di uno scodinzolare ogni tanto”.

il lupo e il cane la fontaine

Udendo tutte queste meraviglie, al lupo venivano quasi le lacrime agli occhi per la meraviglia e l’invidia di quella vita.
Ma mentre camminavano fianco a fianco, notò che il cane aveva il collo tutto spelacchiato e come ferito.
Al che gli domandò: “Che cosa sono questi segni che avete qua?”
“Nulla, nulla”, rispose il cane.
“Vi pare nulla questa ferita che vi toglie il pelo addirittura?”, ribattè il lupo, deciso a non lasciar perdere.
“Ma niente, davvero, non allarmarti. Sarà forse il segno della catena a cui mi legano durante il giorno”.
A quelle parole il lupo strabuzzò tanto d’occhi: “Ti legano?”, esclamò, mutando tono. “E non sei libero di correre dove ti pare e piace?”.
“E che cosa me ne importa a me di correre?”, fece il mastino.
“Importa invece a me” ribattè il lupo, “Con tutto il rispetto, la tua vita non fa proprio per me! E non vi baratterei la mia neanche se i tuoi bocconi fossero oro colato!”.
Detto questo, corse via fulmineo verso il folto del bosco, e, libero, corre ancora oggi.

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