Riccioli d’oro e i tre orsi

Riccioli d’oro e i tre orsi, una bellissima favola di Robert Southey, con tante e colorate illustrazioni.

“Riccioli d’oro e i tre orsi” è una favola scritta da Robert Southey.
La storia che stiamo per leggere è tratta da quella originale di Riccioli d’oro e i tre orsi, una favola fatta apposta per bambini che hanno i riccioli d’oro, i capelli lisci castani o i boccoli rosso carota.

STO SCHERZANDO!

Ovviamente, come tutte le favole per bambini, questa storia di Riccioli d’oro è per tutti coloro che desiderano leggerla o ascoltarla: grandi, piccini e…. perfino orsi, se ne hanno voglia!

riccioli d'oro e i tre orsiriccioli d'oro e i tre orsi

RICCIOLI D’ORO E I TRE ORSImela verde le fiabe azzurrine

C’erano una volta tre Orsi,  che vivevano in una confortevole casa nel bosco.
C’era il Papà Orso, che era grosso grosso, con una voce grossa grossa; poi c’era Mamma Orsa, che era grossa la metà, con una voce grossa la metà; e infine c’era un Orsetto piccolo piccolo, con una voce piccola piccola.

favola riccioli d'oro
Una mattina i tre Orsi stavano facendo colazione, ma il loro latte e cereali bruciava troppo, e quindi Papà Orso disse: “Perché non andiamo a fare una passeggiata nel bosco, in attesa che il latte si raffreddi?”.
“Mi sembra una buona idea”, rispose Mamma Orsa.
E il piccolo Orso… dov’era finito? Aveva già preso le sue cose per uscire ed era corso felice fuori di casa!

Mentre erano assenti, arrivò alla casetta una piccola bimba, chiamata Riccioli d’oro per via di tutti i suoi riccioli biondi.

riccioli d'oro e i tre orsi

Quando vide quella casa tra gli alberi, si domandò tra sé e sé: “Chi potrà mai vivere quaggiù nel bosco?“.
Decise di bussare alla porta: TOC TOC, ma non ebbe nessuna risposta.
Bussò, bussò e ancora bussò, ma niente da fare: la bambina allora aprì la porta ed entrò.

Dentro la casa, vide un tavolino apparecchiato per tre. C’erano una ciotola GROSSA GROSSA, una ciotola GROSSA la metà, e una ciotola piccola piccola.
Quella mattina, Riccioli d’oro non aveva ancora mangiato, e latte e cereali erano la sua colazione preferita!
Assaggiò allora il latte nella ciotola grossa, ma era troppo caldo. Provò con quello della ciotola media, ma era troppo freddo. Infine assaggiò il latte nella ciotola piccola piccola: era perfetto.
La temperatura del latte era quella giusta, e la bimba se lo bevve tutto d’un fiato.riccioli d'oro e i tre orsi

Ora che aveva il pancino pieno, Riccioli d’oro decise di andarsi a riposare un po’ in salotto.
Qui trovò tre belle poltrone.

poltrone riccioli d'oro
Per prima scelse la poltrona di Papà Orso, ma era molto alta e dovette arrampicarsi per riuscire a salire. Quando ci riuscì, scoprì che non andava affatto bene: era troppo grossa, troppo dura e troppo scomoda.

Provò allora la poltrona di mezzo, che era quella di Mamma Orsa, ma era troppo morbida.

Infine si sedette sulla seggiolina più piccola, quella di Piccolo Orso: era perfetta, né troppo dura, né troppo morbida.

Riccioli d’oro cominciò a dondolarsi su e giù tutta contenta, facendo SU e GIU’, SU e GIU’ sempre più veloce, fino a che… CRACKsedia
La poltroncina di Piccolo Orso si ruppe e la bimba finì a terra con un bel tonfo.

Riccioli d’oro si rialzò tutta ammaccata, ma non fece caso alla sedia rotta e, senza preoccuparsi, continuò a fare il giro della casa degli Orsi.

Dato che era sempre più stanca, andò al piano superiore, dove c’era una grande camera con tre letti.

riccioli d'oro tre letti
Si sdraiò su quello grosso grosso, ma era troppo duro.
Provò allora quello medio, ma era troppo molle.
Infine si distese sul letto piccolo piccolo, quello di piccolo Orso: era perfetto!
Il letto era così confortevole e comodo che a Riccioli d’oro non ci volle molto per addormentarsi profondamente.

Mentre la bambina dormiva, i tre orsi tornarono dalla passeggiata.

NON POTEVANO CREDERE AI PROPRI OCCHI!

Guardarono il tavolo apparecchiato e Papà Orso con la sua grossa voce esclamò: Qualcuno ha assaggiato il mio latte“.
Anche il mio!”, aggiunse Mamma Orsa.
Piccolo Orso, invece, con la sua piccola voce piagnucolò: “Qualcuno non solo ha assaggiato il mio latte e cereali, ma se l’è mangiato tutto!

Entrarono poi in salotto, e le sorprese non erano ancora finite.
“Qualcuno si è seduto sulla mia poltrona”, disse arrabbiato Papà Orso.
“Anche sulla mia”, aggiunse Mamma Orsa.
Piccolo Orso, invece, rimase di stucco: “Qualcuno si è seduto sopra la mia sedia e l’ha rotta!”.

Infine i tre Orsi entrarono nella camera da letto.
Papà Orso con la sua grossa voce disse: “Qualcuno si è steso sul mio letto!”
Anche Mamma Orso disse lo stesso.
Piccolo Orso, con la sua piccola voce, gridò: “Qualcuno si è steso sul mio letto e ci sta dormendo ancora!”.

riccioli d'oro e i tre orsi

Riccioli d’oro, sentendo quelle voci, si svegliò di soprassalto e si trovò i tre orsi che la guardavano incuriositi.
“Aiuto!!! Tre spaventosi orsi che mi vogliono mangiare!”, urlò spaventata, e fuggì via a gambe levate.

“Che strana bambina”, disse Papà Orso: “Ha mangiato dalle nostre ciotole, rotto la sedia di piccolo Orso e dormito nel suo letto, senza chiedere il permesso”.
“E non ha neanche detto ‘grazie'”, aggiunse Mamma Orsa.
“Ha dato degli “orsi” a noi, quando invece è stata lei a comportarsi in modo molto maleducato!”, concluse piccolo Orso con la sua piccola ma saggia voce.

A Mamma Orsa non restò altro da fare che scaldare nuovamente il latte per fare colazione, ma questa volta i tre orsi decisero che, in attesa che il latte si raffreddasse, non sarebbero andati a fare nessuna passeggiata!


 

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